sabato 5 aprile 2014

I leoni di Roma

foto M. Gradozzi
Alla fine dell'epoca repubblicana Roma entrò in stretto contatto con la cultura e la religione egizia di cui utilizzò alcuni simboli ancora oggi visibili. Ad esempio il leone: questo veniva posto all'ingresso degli edifici sacri per proteggerli dagli spiriti maligni. Per non sbagliare (della serie "non è vero ma ci credo"), anche Domiziano (I secolo d.C.) fece la stessa cosa, collocando due leoni in basalto all'ingresso dell'Iseo Campense, il tempio del Campo Marzio dedicato a Iside e Serapide.
la chiesa di S. Stefano del Cacco (da Google Earth)
Nel IX secolo i due leoni sorvegliavano l'ingresso della chiesa di S. Stefano del Cacco, costruita sui resti del santuario egizio. Nel 1562 papa Pio IV li fece trasportare all'inizio della cordonata del Campidoglio, da dove furono rimossi nel 1885, per ritornare definitivamente nel 1956.

venerdì 28 marzo 2014

Selfie con gabbiano

foto M. Gradozzi
Non si può certo dire che il gabbiano sia un fannullone. Quello romano poi ha una marcia in più. Lui osserva e impara. Ha iniziato coni nomadi, copiando le loro azioni, e infatti, dopo qualche tempo lo trovavi spesso vicino a un cassonetto intento a recuperare qualche avanzo. Quello più evoluto si è invece concentrato sulle abitudini dei centurioni, e infatti, eccolo mettersi in posa vicino al soddisfatto turista.

Sursum corda

foto M. Gradozzi
Un amico, particolarmente disincantato, mi ha detto che la Roma (squadra di calcio) è l'unica cosa per cui vale la pena vivere. Io allargherei leggermente l'orizzonte e direi semplicemente Roma. Penso alle opportunità che la nostra città potrebbe offrire se fosse saggiamente amministrata e non dispero che ciò possa avvenire, anche nel breve periodo. A tal proposito, vorrei senz'altro segnalare l'intervento di Giovanni Caudo, l'architetto che dirige l'Assessorato preposto alla Trasformazione Urbana, nell'ambito di un convegno in cui si discuteva sul possibile smantellamento di via dei Fori Imperiali. La "visione" di Caudo conserverebbe la strada fascista soltanto in prossimità della Velia, mentre i Fori verrebbero riunificati, dal Foro di Vespasiano fino al Foro di Traiano. Inoltre, per completare l'informazione urbanistica, verrebbero ripristinati, sopraelevati su passerelle, alcuni tracciati medievali e rinascimentali che attraversavano i Fori da monte a valle, ad esempio via Bonella, che proseguendo la via Baccina, passava sopra il Foro di Augusto ... Non vedo l'ora.

Via Bonella; le colonne sulla sinistra sono quelle del Foro di Augusto

lunedì 24 marzo 2014

La sillaba magica

(foto M. Gradozzi)
La lingua inglese è generalmente conosciuta per la sua praticità, soprattutto rispetto all'italiano, eppure, qui a Roma abbiamo una sillaba che a seconda della situazione in cui viene utilizzata assume un significato diverso: "aò"



- "ciao"
- "come stai?"
- (al citofono) "sono io"
- "ma fammi il piacere"
- "fai attenzione"
- "vieni qui"
- "aspettami"

venerdì 21 marzo 2014

La grande monnezza

L'importante è il pensiero (foto M. Gradozzi)
Nonostante sia trascorso quasi un anno dal suo insediamento, il sindaco Marino ancora non riesce - purtroppo -  a segnalarsi per iniziative che non siano inaugurazioni o visite scolastiche. L'entusiasmo della novità sta lasciando spazio allo sconcerto. Stavolta parliamo del tratto di pista ciclabile situato sulla riva destra, che dal ponte della (fanta)Scienza si dirige a nord, cioè verso ponte Milvio. Il tracciato è molto frequentato, tuttavia, runners, ciclisti, anziani e bambini devono fare i conti con un ambiente privo della minima manutenzione e in alcuni casi pericoloso. Marino ... datte 'na svejiata!!

Il ponte dell'Industria è andato a fuoco circa un anno fa, tuttavia gli insediamenti non sono mai stati rimossi (foto M. Gradozzi)

L'area sotto ponte Testaccio è diventata una piccola discarica; la sabbia delle esondazioni del fiume non è mai stata rimossa; l'acqua fuoriuscita da una conduttura si è mescolata alla sabbia, rendendo il tracciato scivoloso (foto M. Gradozzi)

La sabbia ha coperto il tracciato mettendo a dura prova le caviglie dei runners (foto M. Gradozzi)

Non è importante sedersi, le panchine si devono solo guardare (foto M. Gradozzi)

Questo è l'accesso alla pista ciclabile in prossimità di ponte Sublicio (foto M. Gradozzi)

giovedì 20 marzo 2014

Rock and roll circus

La curva del Circo Massimo (foto M. Gradozzi)
L'11 dicembre 1968 i Rolling Stones realizzarono un film-concerto memorabile intitolato "Rock and roll circus". L'idea di base non prevedeva la realizzazione di un film, ma un tour itinerante in cui si sarebbero esibite le migliori band rock-blues del momento. Il progetto abortì quando fu chiaro il preventivo di spesa, perciò si preferì realizzare un solo concerto, riprenderlo e far girare le copie del film. All'epoca la creatività degli Stones era in costante ascesa. Il 29 settembre 1970 suonarono al Palasport di Roma. Dopo il 1976, anno di uscita di "Black and blue" (il loro canto del cigno), iniziò la parabola discendente. Io li vidi a Napoli nel 1982 ma ormai, nonostante la svolta "salutista", erano fantasmi del passato. Ho scritto questa premessa per due ragioni: prima di tutto, ritengo semplicemente idiota far suonare - alla modica cifra di 78 euro - un gruppo di anziani miliardari che non ha più nulla da dire (è come andare a vedere Totti o Del Piero che giocano a calcio alla tenera età di 70 anni); inoltre, la curva del Circo Massimo sta restituendo un patrimonio archeologico insperato e non mi sembra affatto corretto che centinaia di migliaia di persone devastino l'area per il capriccio di un sindaco sempre più deludente e inadeguato. Ancora una volta mi torna in mente Eschilo e mi chiedo: quando finiremo di scontare le colpe dei nostri padri? quando ci potremo finalmente affidare a un sindaco semplicemente "normale"?