venerdì 7 agosto 2015

La viabilità di Trastevere nell'antichità

Foto 1 - Il tracciato etrusco.
La nascita di Roma è strettamente legata alla ricerca di nuovi percorsi commerciali da parte dei mercanti delle città-stato dell’Etruria meridionale. Il guado del Tevere poco più a valle dell’Isola Tiberina rappresentò per gli Etruschi una valida alternativa rispetto a quello tradizionale situato in prossimità di Ficana (Acilia). Se corrispondono al vero le osservazioni dell’archeologo Raffaele Fabretti (XVII secolo), poi riproposte da Lanciani, il nuovo tracciato etrusco (foto 1) raggiungeva il guado scendendo dal Gianicolo, passava vicino Villa Spada e tagliava la pianura trasteverina all'altezza di piazza S. Cosimato da dove raggiungeva il fiume. La pianura sotto le colline della riva sinistra (Campidoglio e Palatino) divenne il naturale luogo di mercato. All'epoca di Anco Marzio (secondo la tradizione VII secolo a.C.) si decise di agevolare l’attraversamento del fiume mediante un ponte, il primo ponte di Roma: ponte Sublicio. L’etrusco Servio Tullio (VII secolo a.C.) sviluppò urbanisticamente l’area della pianura della riva sinistra bonificandola (Cloaca Maxima), dotandola di Mura, realizzando il Porto Tiberino (è sotto il palazzo dell’Anagrafe), costruendo i santuari di Fortuna e Mater Matuta (area sacra di S. Omobono), sistemando così l’area in cui si sarebbero sviluppati i mercati del bestiame (Foro Boario) e dei legumi (Foro Olitorio). Gli animali che rimorchiavano le imbarcazioni cariche di sale (proveniente dalla foce del Tevere) percorrevano un tracciato parallelo alla riva destra che in seguito sarebbe diventato la via Campana/Portuense. Sulla riva sinistra, all'altra estremità di ponte Sublicio, iniziava la via Salaria, la strada diretta a Porto d’Ascoli che prendeva il nome dalla preziosa mercanzia. 

Foto 2 - La via Aurelia Vetus (verde) e
la via Campana/Portuense (rosso).
Nel III secolo a.C. l’escalation militare di Roma rese necessaria la costruzione di una strada di collegamento con le nuove colonie della costa tirrenica nord-occidentale; probabilmente il nuovo percorso doveva essere più agevole rispetto al vecchio tracciato etrusco che scendeva dal Gianicolo, giudicato forse troppo ripido. Nacque così la via Aurelia vetus, che insieme alla via Campana/Portuense fu all’origine di tutta la viabilità della riva destra. Nel II secolo a.C. il vecchio ponte Sublicio fu sostituito da ponte Aemilius (oggi ponte Rotto, situato poche decine di metri più a monte), punto d’arrivo sia della via Campana/Portuense sia della via Aurelia vetus (foto 2). Il tratto urbano dell’antica via Campana/Portuense corrisponde all'asse viario via dei Vascellari – via S. Cecilia – via di S. Michele, mentre il tracciato cittadino della via Aurelia vetus corrisponde a via della Lungarina - piazza in Piscinula - via della Lungaretta - via della Paglia - vicolo della Frusta – via di Porta S. Pancrazio. 

Foto 3 - Il tracciato diretto al
colle Vaticano (celeste).
In seguito fu possibile raggiungere il colle Vaticano grazie a una strada che si distaccava dalla via Aurelia all'altezza di piazza S. Egidio (via della Scala – Porta Settimiana – via della Lungara); lungo quest’ultimo tracciato (foto 3), in corrispondenza del Ponte di Agrippa (Ponte Sisto), una diramazione (via dei Pettinari) raggiungeva il Campo Marzio. 

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